Arriva così l’ultima data che chiude questa rassegna estiva che anima da anni la mia città, il palco principale ormai è in fase di smontaggio e fa un po’ malinconia pensare che esattamente ventiquattr’ore prima tanta gente stava attendendo i 2Cellos. Il concerto di chiusura è infatti previsto all’interno del cortile del Castello Estense, ormai diventato da qualche anno a questa parte un po’ il “privè” della manifestazione, il magico luogo che ospita i concerti di dimensione un pochino più ridotta. Arrivo un po’ alla spicciolata, valico il ponte levatoio e già i milanesi Giorgieness sono sul palco, con quel loro fare un pò sbarazzino, a tratti un po’ impacciato, ma musicalmente sicuro. Canzoni semplici supportate da una giovane voce pulita e potente, insomma un gruppetto con tutte le carte in regola per far bene, che infatti strappa tanti applausi al poco pubblico presente sino alle dieci circa.
Durante il cambio palco infatti si crea un po’ di mossa, ed un’ovazione accoglie le quattro donzelle sul palco, mentre l’oscurità e calata tra le mura del Castello. L’impatto è subito fortissimo, le quattro ci sanno fare e io lo scopro dai primi brani, perchè questo per me è uno di quei concerti che mi fa conoscere un gruppo nuovo. La sorpresa è tanta, vengo ammaliato in primis dal fascino androgino della cantante Jehnny\Camille, personaggio cardine della band, che con quelle sue movenze tra una canzone e l’altra, con quei suoi sguardi un po intimidatori diretti sul pubblico, quella sua somiglianza a Natalie Portman a mio parere (una Natalie abbastanza cattiva però), ma soprattutto con quella sua voce forte e tagliente, riesce ad insinuarsi tra le mie preferenze.
Le compari sanno il fatto loro, e la supportano con un rock rumoroso, tendente un po’ al punk, dal sapore anni ottanta, e sorprendente per la struttura dei brani. Un’oretta e un quarto di canzoni tratte dal loro album Silence Yourself più qualche nuovo brano, a quanto pare molto gradito dal pubblico, un’ora e un quarto di potenza musicale nel cortile del Castello (ad un tratto Camille riflette sul fatto di essere dentro un Castello, cosa magnifica, ma chissà quante cose strane sono successe e quanti si sono uccisi dentro questo castello), creando uno spettacolo incentrato prettamente sulla leader, che si muove, si slaccia quel bomberino che indossa facendo intravedere qualcosa (senza scadere mai nel volgare), canta alcuni pezzi sorretta dal pubblico quasi a tentare un pò di stage diving, scherza col suo pubblico soprattutto sul brano di chiusura Fuckers, chiedendo come si dice in italiano e ripetendo poi stronzi in un paio di circostanze, oltre ad altro che non posso scrivere. Una bella scoperta queste Savages, in chiusura di una rassegna che anche quest’anno ha lasciato un bel segno nella città estense, una delle poche manifestazioni che ha il coraggio di perpetuarsi negli anni con una scelta artistica sempre sapiente, mai scontata ma che accontenta parecchi pubblici. Un grazie va quindi a Bobo Roversi che mi ha permesso anche quest’anno di seguire i concerti e di poter scriverne a voi, e un grazie per permettere che una rassegna di così alto livello riesca a dare uno smalto di prestigio alla città di Ferrara.
ed un grazie speciale a Sara Tosi per il suo prezioso contributo fotografico.
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