È proprio un tuffo nel passato (o nel futuro?) questo Citizen Zombie, nuovo disco della storica band britannica The Pop Group, uscito lo scorso febbraio per la !K7. Primo lavoro dopo 35 anni, uscito subito dopo la ristampa di We Are Time (1980) e la raccolta di inediti Cabinet of Curiosities, l’album racchiude la summa musicale della band, che solo sommariamente può definirsi di sembianze post-punk, ma sembra più spesso future-punk, o nei territori dell’avanguardia. La title-track assume sembianze continuamente cangianti, fortemente polemica nei testi come nella tradizione del gruppo: la successiva Mad Truth vira invece su orizzonti più funk, come più avanti l’avanguardistica S.O.P.H.I.A., agevoli nell’ascolto e piacevoli nei ritmi. La produzione di Paul Epworth non contrasta con la carica avanguardistica del gruppo di Mark Stewart, ma anzi ne addolcisce alcune spigolosità, come in Nowhere Girl, nebulosa in espansione da gustare con moderazione. Shadow Child rappresenta il mai sopito animo sperimentale della band, mentre Immaculate Deception risulta di gran lunga il pezzo migliore del disco, esponendo al meglio l’urgenza del post-punk ma scevro da ogni canone tradizionalista. Sullo stesso solco si muove Nations, che accompagna una lunga filippica sull’attuale ordine mondiale con un tappeto di sintetico sezionato spesso e volentieri dalle chitarre. Un ritorno più che gradito, per una band che nonostante l’età dimostra una carica rivoluzionaria (musicale e non) spesso maggiore di tante altre contemporanee.
Label: !K7
Anno: 2015
Genere: post-punk
Tracklist:
1. Citizen Zombie
2. Mad Truth
3. Nowhere Girl
4. Shadow Child
5. Immaculate Deception
6. S.O.P.H.I.A.
7. Box 9
8. Nations
9. St. Outrageous
10. Age of miracles
11. Echelon
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