Il mondo di John Coltrane,le incisioni che sono ormai storia della musica, non solo del jazz, è stato esplorato da tanti critici ed esecutori, in Europa ed in USA. Alcune sue composizioni sono diventate degli standards, interpretate da tutti i grandi del jazz, qualche disco, come l’incontro fra Pat Metheny e Kenny Garrett a lui dedicato, è anch’esso storia. In Italia ha avuto dei seguaci, la sassofonista di Salerno Carla Marciano ad esempio, e questo quartetto fiorentino, Living Coltrane, guidato dal sassofonista tenore e soprano Stefano Coco Cantini. È un gruppo piuttosto rodato in cui militano Francesco Maccianti al pianoforte e autore di tre composizioni, Ares Tavolazzi al contrabbasso e Piero Borri alla batteria. Eccoli ora arrivati al terzo appuntamento su disco, questa volta si lasciano da parte le composizioni del sassofonista americano, sono “Cocco” Cantini ed il pianista ad assurgere in veste di compositori, piuttosto vari nel loro approccio, una scrittura realizzata pensando a Coltrane ma lasciandosi la libertà di presentare la dimensione propria del quartetto. Se Rush che apre il disco è evidentemente permeata da un impronta coltraniana, Sunset, scritto da Maccianti, che segue, è un bella interpretazione di quello che é un jazz made in Italy come lo conosciamo dalle incisioni di Cantini per la Egea. Qui il sax soprano ha una forte vena melodica ed il quartetto lo segue con convinzione ad esplorare la magia di un tramonto. La scrittura di Maccianti (oltre al citato Sunset, Batch-Hombres e Seeds che chiude l’album) ha preso poco da McCoy Tyner, ma il quartetto è così compatto che metabolizza senza problemi le diverse influenze stilistiche. Un bella esecuzione è Julius Reubke, il nome di un organista e compositore tedesco dell’Ottocento le cui opere vengono eseguite ancora oggi morto a ventiquattro anni di tuberculosi. Il sax soprano di Cantini esegue il tema con molta sensibilità, l’assolo del pianoforte comunica un lirismo comunicativo ed appassionato, è un momento tra i più intensi dell´album. Si ritorna ad atmosfere più coltraniane su Mr Kay Double You con il sax tenore in un’improvvisazione torrenziale seguito dallo swingante pianoforte. Su aria di mare fa da protagonista il sax soprano, una bella melodia ed atmosfere soffuse, una ballad “mediterranea” dai lineamenti accattivanti. Uscita da est è una composizione ispirata dal modo di scrivere di Coltrane, una cellula ritmica che diventa un tema e che ricorda alcuni suoi famosi momenti, in cui Cantini è protagonista al sax tenore. Il brano finale Seeds è di Maccianti, un’altra perla che si aggiunge al resto, qui c’è anche l’assolto di Tavolazzi al contrabbasso. Si trasmette un´atmosfera tranquilla, dal tono bluesy, quasi da Quartet West di Charlie Haden. La band di Cantini fa con questo disco “bella figura” e si presenta, anche se ispirata dalla musica di Coltrane, ormai con una propria identità nelle composizioni e nelle esecuzioni. Da mettere fra i migliori gruppi italiani.
Genere: jazz
Label: Alfa Music
Anno 2015
Tracklist
01. Rush
02. Sunset
03. Batch-Hombres
04. Julius Reubke
05. Mr Kay Double You
06. Aria di mare
07. Uscita ad est
08. Seeds
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